Pensieri e parole su HCI, home computing, tecnologie desktop e sul Progetto Lobotomy

martedì 11 agosto 2009

L'Arte della Pubblicita'

Negli ultimi giorni, navigando il web e piu' in particolare alcuni siti italiani, mi e' cascato l'occhio su certi banner cosi' interessanti che ho deciso di riportarne un commento qui sebbene il tema sia abbastanza fuori dal topic del blog.
Il prodotto pubblicizzato e' un registry cleaner per Windows, uno di quei classici programmini che devono essere usati per tentare di mettere una pezza in quell'enorme falla architetturale tipica dei sistemi operativi Microsoft che appunto e' il registro di sistema, ma la cura riposta nel confezionare tale capolavoro di marketing fa commuovere.
Cliccando sul banner si e' riportati su codesta pagina, in cui non si puo' fare a meno di constatare il grande risalto che viene dato ai concetti "velocizza il PC" e "elimina gli errori". Ebbene: chi ha un minimo di consapevolezza tecnica ed ha avuto a che fare con l'utenza informatica casalinga media, sa che questi sono i due termini in assoluto piu' usati da chi senza arte ne' parte detiene un computer in casa: "velocizzare" e "gli errori". Riferendosi a tali nozioni si e' sicuri di attirare l'attenzione e toccare la sensibilita' di una ampia fascia di rappresentanti della fascia consumer, soprattutto quelli rimasti delusi dall'amico smanettone di turno che non e' riuscito a risolvere il suo problema, che di norma e' riassumibile con "Ho il computer che va in errore, cosa devo fare?". Poco importa che l'indicazione "gli errori" si riferisca ad entita' totalmente aleatorie - se e' al plurale si suppone ce ne siano tanti, i quali si esprimono in maniera diversa e richiedono soluzioni diverse. Se non si esplicita di quale errore si parla, come si fa a risalire alla relativa sistemazione? -, o che il verbo "velocizzare" sia usato totalmente senza cognizione di causa essendo i PC moderni macchine da miliardi di operazioni al secondo e tanto dovrebbe bastare; il punto sta nell'adottare un lessico famigliare, non necessariamente corretto ne' tantomeno con un significato effettivo ma comprensibile, e far sapere all'utente che c'e' qualcuno di esperto che riesce perfettamente a comprendere il suo sentimento di frustrazione dinnanzi al complesso marchingegno elettronico e vuole aiutarlo.
Ma la perfezione psico/grafica della pagina linkata dai banner in oggetti non si limita all'intestazione colorata: scorrendo verso il basso la lunga e dettagliata descrizione il tenore dei contenuti varia con costanza geometrica, passando da "Scansione ultra-veloce e riparazione automatica" (definizione user-proof) a "Errori di Componenti ActiveX" (definizione da smanettoni), ottenendo il duplice risultato di accontentare l'ego del visitatore piu' smaliziato ed accorto (che poi lo voglio vedere un sedicente espero Windows che clicca su un banner "Velocizza il tuo PC"...) ed insieme fornire quella giusta quantita' di terminologia specifica indispensabile per dare una credibilita' all'insieme - se non usa un lessico tecnico, che tecnico e'?
Un'ultima chicca, solo per intenditori. Nel paragrafo "Testimonianze", l'ultimo della pagina, vengono riportati due commenti rilasciati da utilizzatori evidentemente molto soddisfatti del prodotto: un utente casalingo ed uno enterprise (certamente chiamato in causa per strizzare l'occhio a coloro che dovrebbero acquistare la versione "Pro" dell'applicazione). Guardateli bene, leggete i nomi e soprattutto la provenienza: ma poteva non essere che l'utente sfigato fosse un napoletano e l'imprenditore un brianzolo? Quali migliori testimonial potevano essere rintracciati (o inventati...) per promuovere il programma?
Ho sperato in un qualche tentativo di auto-rilevamento del sistema operativo in uso che cercasse di aiutarmi a scaricare la versione XP o Vista del programma, ma con scarso risultato; non mi resta che sperare che sul log sia rimasta traccia del tentativo di download da parte di una macchina Linux, e che cio' provochi un attimo di ilarita' per il povero admin dall'altra parte della barricata.
Un merito a Microsoft bisogna riconoscerlo: senza di lei e senza la sua lunga opera di lobotomizzazione delle masse digitali, noi informatici consapevoli non potremmo godere di tali perle.

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