Pensieri e parole su HCI, home computing, tecnologie desktop e sul Progetto Lobotomy

lunedì 31 maggio 2010

Belli e Brutti

Poco tempo addietro ho avuto la pessima idea di iniziare a seguire per mezzo dell'apposito feed RSS le mie sottoscrizioni su del.icio.us, per vedere cosa gli altri reputano interessante nei contesti da me scelti. L'idea e' "pessima" perche' provoca una quantita' immensa di traffico (almeno 200 items al giorno, che solo in minima parte posso ovviamente consultare), il feed non viene epurato dai doppioni e dunque spesso e volentieri la consultazione risulta complicata dalla necessita' di scartare a mente i links che sono gia' stati visitati, e quel che e' peggio un singolo tag ("UI") su tre ("UI", "HCI" e "filesystem") ha il monopolio dello stream.
Dati 100 elementi in totale, 90 sono taggati come "UI". Di questi, 85 parlano di design espressamente rivolto al web. Un quarto del totale (25) sono riferimenti a plugins ed estensioni per jQuery. Circa 10 sono elenchi di soluzioni grafiche da cui prendere spunto ed ispirazione, e molte sono anche le liste in stile "i 20 migliori stili CSS" o "i 10 migliori set di icone" (buona parte di queste enumerazioni arrivano da Smashing Magazine). Un'altra fetta importante e' rappresentata da tools e suggerimenti per fare mockups e wireframes, e non faccio mistero di aver iniziato io stesso a prototipare le mie interfacce leggendo piu' e piu' volte al giorno questi temi nel mio feed reader.
Par proprio che ad oggi l'unico contesto apprezzato dai designer sia il web. Un po' per moda ("cloud computing" e' a tutt'ora una buzzword estremamente diffusa ed apprezzata), ma anche (e soprattutto?) perche' HTML, CSS e JavaScript forniscono strumenti immensamente piu' flessibili in termini di formattazione e decorazione che non i classici widgets per lo sviluppo sul desktop, piattaforma in cui l'evoluzione dell'interfaccia utente si e' fermata poco dopo la sua stessa nascita. E laddove si possono facilmente aggiungere animazioni, sfumature, sfondi e inserti di ogni genere, li' trova ristoro il creativo sinora relegato a pulsanti tutti uguali tra loro da incasellare sullo schermo.
Ma la situazione attuale implica uno stallo.
Da una parte, appunto, i migliori designer si lanciano gioiosi sul web, plasmabile a proprio piacimento, bistrattando il classico desktop, e ben pochi si curano piu' dell'aspetto delle applicazioni native, lasciate a marcire in previsione di una imminente (?!) decentralizzazione di ogni attivita' digitale sull'Internet. Dall'altra, nessuno e' realmente pronto per questa migrazione di massa: i produttori di software perche' molti fondamenti tecnici per diversi generi di implementazioni mancano (ad esempio: solo adesso qualcuno inizia a pensare alle notifiche), e gli utenti per l'innata resistenza a cambiamenti radicali. Risultato: il web e' bellissimo ma vuoto di funzioni, il desktop fa tutto ma e' brutto come un debito.
Uscire da questo imbarazzo e' impossibile, se non attendendo pazientemente una risoluzione portata o dall'implementazione degli standard mancanti per una piena funzionalita' della cloud (per sfruttare webcam e microfono via HTML5, ad esempio) o viceversa da una esplosione delle tecnologie grafiche per il desktop (come ad esempio il Clutter Toolkit o la gestione avanzata di CSS in QT, giusto per menzionare quanto disponibile almeno su Linux e che suppongo abbiano analoghi su altri sistemi). La prima opzione e' piu' probabile, considerando gli ampi sforzi che da ogni direzione si muovono verso la Rete, ma non pongo limiti alla provvidenza.
Quando questo accadra', nessuno lo sa.

1 commento:

g ha detto...

Anch'io avevo fatto una cosa del genere con twitter ma la gran parte dei post che arrivavano erano twit ripetuti o spazzatura. C'è troppa informazione e spesso conviene affidarsi a un blogger di nicchia che filtri le varie notizie.

Riguardo app web vs native, bisogna trovare un compromesso. WebOS di Palm/HP l'ha trovato con webkit/gstreamer ma non è open e per ora non diventerà mainstream.

Ciau